mercoledì 26 giugno 2013

Ferrari BB 512



La crisi petrolifera esplosa alla fine del '73 portò con sé molti cambiamenti di costume. Le autovetture sportive iniziarono ad essere considerate immorali nel nuovo contesto economico-sociale (qualcuno pensava che fosse necessario impedirne la produzione) e l'incremento del costo dei carburanti spingeva i costruttori a ridurre i consumi dei loro modelli. Le nuove istanze culturali e politiche portarono, inoltre, una maggior coscienza ambientale ed una più alta consapevolezza delle problematiche dell'inquinamento. Gli Stati Uniti introdussero nel 1974 una severa normativa antinquinamento e per rispettarla molte Case dovettero intervenire pesantemente sui motori. Anche la Ferrari, che aveva nel mercato USA la principale destinazione dei propri prodotti, dovette adeguarsi. La 365 GT/4 BB lasciò il posto alla BB 512, pressoché identica nell'estetica (salvo la comparsa di un piccolo spoiler, l'allargamento dei parafanghi posteriori, l'adozione di griglie modificate sul cofano motore, la comparsa di due piccole prese d'aria nella parte bassa della fiancata e l'eliminazione di una coppia di luci posteriori, che scesero da 6 a 4) e nella base meccanica, ma modificata nel motore. La cilindrata crebbe a 4942 cm³, ma la potenza, a causa delle nuove regolazioni, scese a 360 CV a 6800 gigi/min. La 512 BB Carburatori anche a fronte di una leggera riduzione della potenza dichiarata, beneficiava dell'incremento della cilindrata e della coppia disponibile, inoltre rappresentava un'evoluzione rispetto al modello precedente sia al cofano posteriore, ora dotato di un maggior numero di sfoghi per l'aria calda prodotta dal motore, che numerose altre migliorie tecniche meno visibili, che contribuirono al successo della vettura. Questo modello dalla ciclistica migliorata e con un propulsore derivato dalle Ferrari di Formula Uno, è considerato il più pregiato dai collezionisti. Alla fine del 1980 l'inasprirsi delle normative sulle emissioni di scarico impose alcune modifiche che provocarono una diminuzione della potenza a 340cv a 6200 giri/min. A causa delle nuove normative anti-pollution (inquinamento) americane nel 1981 vennero sostituiti i 4 carburatori Weber triplo corpo con un impianto d'iniezione Bosch K-Jetronic: nacque così la BB 512i. L'adozione dell'alimentazione ad iniezione, che garantiva il rispetto delle sempre più stringenti normative, addolcì l'indole del 12 cilindri boxer di Maranello (la potenza rimase a 340 CV a un regime di 6000 giti/min. La coppia massima rimase ferma a 46 kgm, ma era disponibile ad un regime inferiore, 4200 giri/min. La velocità massima dichiarata era di 283 km/h. Oltre alla nuova alimentazione, la 512 BB i si distingueva per l'adozione degli pneumatici Michelin TRX, di ugual misura su entrambi gli assi, la soppressione della presa d'aria tipo NACA sulle fiancate, nuovi rivestimenti interni e nuova grafica della strumentazione. Infine, la tanto controversa fascia nero opaco, divenne opzionale[3]. Nel 1984 la BB 512i cedette il passo alla Testarossa.

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